Vino

Gli storici fanno risalire la pratica della viticultura ai Salassi, primi abitati della Valle d’Aosta, passando per i romani che hanno lasciato tracce archeologiche legate alla coltivazione della vigna e alla vinificazione. I primi riscontri documentali sono del 1200, legati a vendette tra Signori locali a danno dei vigneti situati nel nostro attuale territorio. Senza mai fermarsi, su questo terrirorio difficile, strappato alla montagna mediante terrazzamenti, definiti in un filmato dell’Istituto Luce del 1926 “arditi”, si è arrivati al 1971, anno di riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata al Donnas. Prodotto dal Nebbiolo Picotendro, è un vino che ha 12° di gradazione alcoolica e acidità del 7- 9 per mille. F. Collutta , autore di numerosi libri di enogastronomia, così lo descrive: «colore rosso brillante, tendente al granata chiaro, con odore fine e caratteristico, profumato di mandorla, specie quando è molto invecchiato; splendido per il suo sapore morbido, di corpo non eccessivo, leggermente mandorlato, con fondo amarognolo. Si consiglia di berlo alla temperatura di 18°C e di abbinarlo con arrosto, carni rosse, specialmente con i piatti tipici del Canavese, risotto ai tre formaggi, risotto alla canavesana, e con i formaggi; per quanto riguarda i piatti valdostani si affianca a civet di camoscio, alla carbonada, alle costolette di vitello, alla valpellinense, alla polenta e saoucisses».

Al sapore particolare del Donnas D.o.c. non si può fare a meno. Anche l’abate Gorret, leggendario alpinista (1836-1907), meglio conosciuto come “orso di montagna”, amava il Donnas al punto tale che ovviò al consiglio medico di bere un solo bicchiere di vino rosso a pasto, con uno da ben due litri.

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