Ulivo

La storia dell’ulivo in Bassa Valle e a Donnas si perde nel passato più remoto, infatti in documenti del 515, riferiti a Saint Maurice d’Agaune, riportano Sigismondo di Borgogna come possessore di oliveti nella zona che va dal Canavese alla Valle d’Aosta.  Nel 1400 si fa obbligo di piantare un olivo per ogni appezzamento di terra zappabile in un giorno. Nel 1775 è attestata la produzione di olio a Verrès dove attualmente gli olivi di Saint-Gilles sono protetti come piante monumentali.

Oggi si possono trovare sulla collina di Donnas alcuni esemplari di olivi centenari e a Rovarey esisteva, sino a pochi anni fa, una via dell’ulivo (Purtun Mangola) lungo la quale vegetava un grosso esemplare oggi abbattuto perché malato; il proprietario lo potava la Domenica delle Palme e depositava i rami sotto un passaggio voltato dove gli abitanti della frazione potevano raccoglierli prima di avviarsi alla messa.

La coltivazione vera e propria dell’ulivo riprende a Donnas, nella zona dell’Artada, nel 1985 quando un appassionato mette a dimora una ventina di piante a cui, negli anni, se ne sono aggiunte altre sino a raggiungere il centinaio di esemplari su una superficie di 4000 mq. Dal 1998 viene prodotta una ridotta quantità di olio dalle ottime caratteristiche (perossidi molto al di sotto dei limiti, bassa acidità, assenza di difetti, sapore fruttato medio e complessità aromatica).

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