Storia

Nell’ideale cornice dell’antico Borgo di Donnas si svolge ogni anno la Fiera di Sant’Orso, dalle lontane ed imprecisate origini che mantiene ancora oggi intatta la sua suggestione e la sua tipicità.

La manifestazione si svolgeva, fino intorno agli anni sessanta, il 31 gennaio, vigilia della festa di Sant’Orso; ora la manifestazione coincide normalmente con l’ultima domenica di gennaio ed è considerata un’anticipazione dell’omonima manifestazione di Aosta.

Un tempo fiera per la vendita degli attrezzi agricoli costruiti durante l’inverno, col tempo si è trasformata in vetrina dell’artigianato tipico e di tradizione della Valle d’Aosta. Vi si possono ancora trovare i rastrelli, le ceste, i cucchiai e i mestoli, le botti, i sabot e gli oggetti per la casa, ma oggi si ammira soprattutto la perizia di veri e propri artisti in sculture, bassorilievi, intagli su legno e pietra ollare e la maestria nella realizzazione di oggetti in rame e ferro battuto, pizzi e tessuti in canapa o lana.

Numerosi gli appuntamenti, a partire dal venerdì sera con la “veillà” nelle cantine del borgo allietata da gruppi musicali e canori nonché dagli alunni dell’Istituto musicale; il sabato si celebra invece la messa e si segue la caratteristica fiaccolata degli artigiani accompagnata dai numerosi spettacoli folcloristici.
La domenica alle prime luci dell’alba, il Borgo, nell’immutata atmosfera dei secoli passati, si anima della presenza di oltre 450 artigiani pronti ad accogliere i numerosissimi visitatori.
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La Foire de Sant-Ours

Bois, foule, froname, / fin janvier est là. / Saint Ours bénit, / petit oiseau sourit. / Sabots, grolles, rateaux / les bancs sont beaux. / Paniers, statues, pelles, / la Foire est belle. / Boites, socques, croix, / les artisans sont rois. / Echelles, coupe-pain / on serre des mains. / Coupes et vannerie / quelle joie, que d’amis! / Jouets et anciens tata, / les enfants sont là. / Saint Ours bénit, / petit oiseau sourit.

(tratto da: Teresa Charles, Les comptines de Saint-Ours)

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