Forte di Bard

Partendo da Donnas in direzione Aosta, ammirando il verde dei boschi e dei vigneti, dopo poca distanza si giunge ai piedi del Forte di Bard, la più imponente costruzione militare della Valle d’Aosta.

La particolare conformazione del territorio fa del luogo un punto strategico essendo la rocca un punto di sbarramento naturale lungo l’asse centrale della Dora Baltea.
La storia di questo sito si allontana dai nostri giorni, fino ad arrivare al periodo romano, dove risiedeva una guarnigione a protezione dei confini dell’Impero. Dal 1242 Bard diventa possedimento della Casa Savoia che nel tempo arricchirono di presenza militare.
Nel 1800, le efficaci difese della fortificazione, fermarono la discesa in Italia di Napoleone; il Forte, presidiato da 400 austriaci, resistette per due settimane cadendo solamente grazie ad uno stratagemma del grande Generale. I soldati ricevettero l’onore delle armi, ma Napoleone preferì radere al suolo questa pericolosa costruzione. Fu ricostruito nel 1830 per volere di Carlo Felice, sotto il controllo di un giovane ufficiale, Camillo Benso Conte di Cavour, relegato a Donnas per punizione, a causa delle sue idee libertarie. Il complesso monumentale è costituito da tre principali corpi di fabbrica disposti su diversi livelli: l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio nella zona mediana e l’Opera Carlo Alberto, la più imponente, alla sommità.
Lentamente il Forte per il suo valore militare, diventò bagno penale, in seguito polveriera militare poi, venuta meno la sua valenza difensiva, il Demanio lo ha definitivamente dismesso lasciandolo al suo destino. La Regione Autonoma Valle d’Aosta lo acquista nel 1990 e, nel 2006, al termine di un grande lavoro di recupero e conservazione durato dieci anni, lo restituisce alla comunità.
Il progetto è ambizioso: trasformare la fortezza da strumento militare a polo culturale delle Alpi occidentali. L’offerta espositiva permanente ruota intorno al Museo delle Alpi, che permette al visitatore, nelle sue 29 sale allestite al primo piano dell’Opera Carlo Alberto, di godere di una visione d’insieme della vita sulle Alpi, dall’antropizzazione alle principali componenti naturali e umane dell’ambiente montano. Le esperienze sono multisensoriali, per ciascuno con la propria dimensione di esperienza. Il percorso si chiude con “la terza via”: grazie ad un raffinato gioco di movimenti, fusioni e sovrapposizioni di filmati, l’ultima sala del Museo riassume le due realtà della montagna contemporanea, in cui si giustappongono e intrecciano nostalgia per la tradizione e spaesamento indotto dalla modernità. Una condizione a cui si risponde con un messaggio di speranza: una terza via è possibile per il futuro. Al Museo è abbinata una vasta offerta di laboratori didattici.
All’interno dell’Opera Vittorio si trova Le Alpi dei Ragazzi, un percorso ludico-esperienziale i giovani e i meno giovani, possono avventurarsi, in cordata, in un’ascensione simulata al Monte Bianco. Attraverso queste sale, mediante diverse prove ed esperienze multimediali, si ha un approccio ad una pratica responsabile dell’alpinismo. Si impara a consultare il meteo, a preparare lo zaino, a camminare sul ghiaccio e ad affrontare la montagna.
Anche le Prigioni ospitano un percorso che permette al visitatore di conoscere la storia di questa struttura militare, mediante filmati, documenti e ricostruzioni 3d che ne ripercorrono in particolare l’evoluzione architettonica.
La fortezza ospita nel corso dell’anno anche mostre d’arte e di fotografia di respiro internazionale che attirano migliaia di visitatori. L’ottima acustica della Piazza d’Armi consente di accogliere, nel corso dell’estate, una ricca e variegata stagione di eventi musicali e culturali.
Completano l’offerta rivolta al pubblico, spazi di promozione del patrimonio culturale e naturalistico valdostano, sale conferenze, attività commerciali e una caffetteria.

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